E’ ufficiale: Rossi alla Ducati, Valentino: «Addio M1, ti amo»

Pubblicato in data 22 Agosto, 2010 in Moto
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ROMA (15 agosto) – «Rossi è ufficialmente rosso». Così sul suo sito la Ducati nel pomeriggio ha dato l’annuncio ufficiale dell’ingaggio del campione di Tavullia. Anche se la notizia era ampiamente attesa, il sito della storica casa bolognese è diventato subito inaccessibile per i contatti di migliaia di appassionati.

Anche la Yamaha ha poi annunciato ufficialmente il divorzio dal pilota italiano. La Casa giapponese ha salutato il nove volte campione del mondo, che con Yamaha ha corso per sei stagioni, conquistando quattro titoli mondiali in MotoGp.

Rossi con la Rossa, finalmente è realtà. Con l’annuncio di oggi si avvera il desiderio di moltissimi appassionati dello sport della moto in tutto il mondo. È un matrimonio tutto italiano, tra Rossi, nato a Pesaro il 16 febbraio 1979, e la Ducati, nata a Borgo Panigale (Bologna) nel 1926 come fabbrica di radio, oggi famosa nel mondo come la «rossa delle due ruote». Un marchigiano e una emiliana, figli entrambi della terra dei motori, la stessa della Ferrari e della Lamborghini, dalle parti della Ducati; mentre è sempre stata la riviera adriatica con i suoi circuiti a far crescere il talento di Valentino Rossi, in parte ereditato da Graziano, pilota delle 250 negli anni 70-80.

Nove titoli mondiali, 104 vittorie, 168 podi, 59 pole position, un’immagine planetaria, uno degli sportivi più conosciuti e più pagati della storia del motorsport, Rossi, correrà le prossime due stagioni con il rosso addosso, quello della velocità e della passione di Ducati. La casa italiana è il classico Davide che va contro i Golia nipponici, veri principi della produzione mondiale delle due ruote. Eppure questa realtà italiana che ancora progetta e produce in Italia, ha sconfitto una volta i suoi nemici nel 2007 con l’australiano Casey Stoner, che è riuscito a portare a Borgo Panigale, l’unico titolo della storia Ducati in Motogp.

Rossi ha sempre avuto un rapporto speciale con le moto con le quali ha corso e anche per la Yamaha non si può dire che non ci sia stato feeling. «È molto difficile spiegare in poche parole – si legge in una nota di Rossi – ciò che il mio rapporto con la Yamaha è stato in questi ultimi sette anni. Molte cose sono cambiate da quel tempo lontano, nel 2004, ma soprattutto “lei”, la mia M1, è cambiata. A quel tempo era una povera moto da mezza classifica, derisa dalla maggior parte dei piloti e dagli addetti ai lavori della MotoGP. Ora, dopo essere stata aiutata a
crescere e migliorare, si può vedere il suo sorriso nel box, corteggiata e ammirata, trattata come “prima della classe”».

«Ora è giunto il momento di cercare nuove sfide, il mio lavoro qui in Yamaha è finito. Purtroppo, anche le storie d’amore più belle finiscono, ma lasciano un sacco di meravigliosi ricordi, tanti momenti paragonabili a quel primo bacio che ci siamo dati sull’erba a Welkom, quando mi ha guardato dritto negli occhi e mi detto “Ti amo!”».

«Colgo l’occasione – ha commentato Gabriele del Torchio, amministratore delegato di Ducati – per affermare che siamo tutti legati da grande affetto e grandissima riconoscenza nei confronti di Casey Stoner, che ha consentito di portare a casa, dopo 34 anni di incontrastata dominanza giapponese, il campionato del mondo Motogp a Bologna e a Borgo Panigale. Quindi a lui tutti i nostri ringraziamenti e tutto il nostro affetto».

Ma certamente quello davanti alla Ducati è un futuro molto impegnativo. «Il fatto di poter contare per le stagioni 2011 e 2012 – ha proseguito Del Torchio – su questo binomio importante che è quello del più grande campione mondiale del motociclismo, Valentino Rossi, insieme a Ducati, crea un binomio tutto italiano di quelli destinati a segnare una tappa fondamentale nella storia dello sport ma anche
nell’industria italiana».

Lo spagnolo Jorge Lorenzo, su Yamaha, oggi intanto ha vinto il Gp della Repubblica Ceca, classe MotoGp, a Brno, davanti al connazionale Daniel Pedrosa, su Honda. Terzo Casey Stoner su Ducati. Valentino Rossi (Yamaha) quinto. Quella di è la settima vittoria stagionale per Lorenzo. Davanti a Rossi, quarto posto per l’esordiente americano Ben Spies con la Yamaha satellite. Degli altri italiani, ottavo posto per Marco Melandri (Honda), 11esimo Marco Simoncelli (Honda), 13esimo Alex De Angelis (Honda).

Durante la gara Andrea Dovizioso, pilota romagnolo della Honda è caduto al quarto giro. Sia lui sia la moto sono rimasti in pista e gli altri piloti li hanno schivati con qualche difficoltà. Dovizioso si è alzato e ha raggiunto a piedi il bordo pista, senza apparenti problemi. Numerose le cadute, specie nel finale di corsa: lo spagnolo Alvaro Bautista (Suzuki) all’ultima curva, il finlandese Mika Kallio (Ducati) e Loris Capirossi (Suzuki).

«È stata una gara deludente – ha detto Rossi – purtroppo perché avevamo delle buone aspettative per oggi perché nei giorni scorsi sono andato molto forte sull’asciutto avevo il passo per stare li davanti però oggi, dall’inizio non avevo lo stesso grip di ieri. Ma sinceramente non abbiamo capito cosa è successo. È stata una gara anche difficile».

Domani Valentino è atteso comunque al box Yamaha per provare la sua M1 in vista della fine della stagione. Poi il passaggio alla Ducati.


Fonte: il Messaggero.it

 

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